IMPIANTI DI TRATTAMENTO ACQUE DI PRIMA PIOGGIA
Le acque meteoriche di dilavamento o acque di prima pioggia sono le acque di precipitazione meteorica che cadono su superfici impermeabili (asfalto, tetti, piazzali). Tali acque sono particolarmente inquinate poiché dilavano e trasportano le sostanze accumulatesi su tali superfici (oli, metalli pesanti, idrocarburi) durante i periodi di asciutto.
NORME e REGOLAMENTI
In molti paesi le sensibilità ambientali e le relative leggi prevedono per specifiche situazioni l’adozione di impianti di trattamento delle acque di prima pioggia, che svolgono un’azione di separazione dei liquidi leggeri (es. oli e idrocarburi in genere) dalle acque meteoriche di dilavamento delle superfici impermeabili prima del loro rilascio nell’ambiente.
La loro regolamentazione è demandata a leggi o regolamenti di pertinenza regionale.
La norma tecnica europea di riferimento relativa ai principi di progettazione, prestazione e prove sul prodotto, marcatura e controllo qualità per la realizzazione di tali impianti, è la UNI EN 858-1 : 2005 «Impianti di separazione per liquidi leggeri (per esempio benzina e petrolio)».
La UNI EN 858-1 : 2005 è una norma armonizzata dell’Unione Europea, pertanto consente la marcatura dei manufatti come disciplinato dal Regolamento (UE) 2024/3110 del Parlamento Europeo e del Consiglio.
La norma UNI EN 858-1 : 2005 prevede due classi di separatori:
- separatori Classe I: contenuto massimo di olio residuo 5 mg/l (separatori coalescenti)
- separatori Classe II: contenuto massimo di olio residuo 100 mg/l (separatori a gravità)
La norma UNI EN 858-2 fornisce indicazioni circa i criteri per la scelta del tipo e delle dimensioni nominali degli impianti di separazione e, per l’applicazione a servizio di stazioni di rifornimento carburante, parcheggi e strade, suggerisce la scelta di separatori di classe I in caso di recapito delle acque trattate nelle acque superficiali, in conformità con i limiti allo scarico indicati dalla legislazione nazionale: D.Lgs. 152/2006.
IMPIANTI DI TRATTAMENTO “CLASSE I” SGK EcoTanks
Gli impianti di trattamento delle acque di prima pioggia SGK EcoTanks sono certificati in Classe I da Organismo terzo indipendente per rispondenza alla norma UNI EN 858-1 : 2005.
Tali impianti sono formati da grandi tubi spiralati di polietilene (diametri da DN 800 a 2500 mm), opportunamente dimensionati nei volumi e attrezzati internamente per svolgere l’attività di separazione dei liquidi leggeri: per gravità (galleggiamento) e grazie all’effetto di aggregazione delle particelle oleose per coalescenza. Esternamente l’impianto è dotato di accessi necessari alla ispezione e manutenzione del sistema durante tutta la sua vita operativa, oltre a sistemi di by-pass per gestire eventuali flussi in eccesso.

- pozzetto by-pass regola l’afflusso di ingresso all’impianto e l’accesso al by-pass
- by-pass tubo di trasporto delle acque che non accedono al trattamento
- tubo d’ingresso dimensionato per regolare il flusso d’ingresso delle acque nel sistema
- deflettore che calma la turbolenza dell’acqua in ingresso, confina i corpi solidi galleggianti, indirizza il flusso verso il basso favorendo la sedimentazione dei corpi pesanti (inerti)
- pozzetto d’ingresso necessario per estrarre i corpi solidi galleggianti e gli inerti sedimentati
- serbatoio volume di calma nel quale avviene la separazione dei liquidi leggeri per galleggiamento
- deflettore delimita il volume di calma nella parte superiore del serbatoio, funge da supporto per eventuale installazione della valvola automatica di estrazione dei liquidi leggeri e per il fissaggio dei pacchi lamellari
- valvola a galleggiante (optional) per estrazione a gravità dei liquidi leggeri
- pacchi lamellari di PVC (optionals) per aumento capacità di filtrazione dei liquidi leggeri
- pozzetto di ispezione, per estrazione dei liquidi leggeri e dei sedimenti a fondo, controllo valvola a galleggiante e pulizia pacchi lamellari
- deflettore delimita il volume di calma nella parte inferiore del serbatoio, funge da parete di fissaggio dei pacchi lamellari
- filtro a coalescenza svolge un’ulteriore azione di separazione dei liquidi leggeri, può essere dotato di valvola otturatrice automatica a gravità
- pozzetto per ispezione e manutenzione filtro a coalescenza
- tubo di uscita delle acque dall’impianto, posizionato a una quota leggermente inferiore a quella d’ingresso per consentire di regolare il deflusso della portata trattata
VANTAGGI
I sistemi di trattamento delle acque di prima pioggia SGK EcoTanks offrono notevoli vantaggi:
- vasta gamma di scelta strutturale in base alle condizioni di posa ed esercizio (presenza di falda sotterranea, carrabilità a differenti tipologie di carico stradale – portuale – aeroportuale)
- durabilità, realizzazione in polietilene alta densità (PEAD) ad elevata resistenza chimica, elettrica, biologica e resilienza in aree sismiche
- leggerezza, consente la riduzione di potenza e dimensione dei mezzi meccanici di movimentazione in cantiere, velocizza le fasi di posa e di conseguenza riduce i costi di posa e gli oneri di sicurezza
- modularità, tutti gli elementi e i dispositivi sono preassemblati in azienda, lasciando soltanto le fasi di collegamento in cantiere
- supporto completo da parte di System Group, sia in fase di progettazione (struttura e dimensionamento del manufatto), di valutazione economica e di ottimizzazione e velocizzazione della posa
- rispondenza normativa completa grazie alla certificazione di rispondenza alla norma UNI EN 858-1 mediante Organismo terzo indipendente che, rispetto alla pratica dell’autocertificazione, offre una scelta orientata alla trasparenza, all’affidabilità documentale e alla tutela di tutta la filiera degli attori sui quali ricadono le responsabilità qualitative e amministrative dell’opera
- marcatura obbligatoria per legge sui prodotti di pertinenza di una norma armonizzata
- riciclabilità del materiale (PEAD) → economia circolare (CAM)
MARCATURA (Conformité Européenne)
La marcatura è una disposizione obbligatoria per tutti i prodotti per i quali nell’Unione Europea esiste una norma comunitaria (direttiva o regolamento), es.: UNI EN 858-1 : 2005 [Regolamento (UE) 2024/3110].
La sua presenza indica la conformità di un prodotto ai requisiti essenziali di sicurezza, salute e protezione ambientale stabiliti dalle normative dell’Unione Europea per persone, animali e beni, permettendone la libera circolazione nell’intera Unione Europea, includendo anche i paesi dell’area EFTA (European Free Trade Association): Norvegia, Svizzera, Islanda e Liechtenstein.
Il Regolamento (UE) 2024/3110 (Regolamento Prodotti da Costruzione – CPR) prevede che per ogni prodotto da costruzione il fornitore deve rilasciare la relativa DoP (Declaration of Performance), che contiene la destinazione d’uso del prodotto (coperto da norma armonizzata), le caratteristiche prestazionali e tutti gli elementi utili per la sua rintracciabilità.
L’apposizione della marcatura è un atto di assunzione di responsabilità da parte del fabbricante, che ne garantisce la conformità. Inoltre vendere prodotti senza marcatura , quando obbligatoria, comporta sanzioni e responsabilità penali, sulle quali anche i commercianti e/o importatori dei prodotti sono coinvolti.
La marcatura non può essere applicata sui prodotti realizzati all’esterno dei confini dell’Unione Europea.
OBBLIGATORIETA’ della MARCATURA
Pertanto i prodotti da costruzione per i quali esistono norme armonizzate europee, devono essere commercializzati solo se accompagnati sia dalla marcatura che dalla relativa DoP.
Il Progettista è colui che per primo stabilisce il livello di qualità atteso e pretende dai fornitori le relative prove.
Un aspetto fondamentale è quello del rispetto della legge, per il quale il Progettista, il Costruttore, il Direttore dei Lavori e il Direttore di Esecuzione o Collaudatore dell’opera che non esigono e verificano la conformità dei materiali da Costruzione, sia in progetti pubblici che privati, ne rispondono con sanzioni e responsabilità civili (rif.to Quadro Sanzionatorio Art, 20 D.Lgs. 106/2017).
La marcatura presuppone in ogni caso la verifica di conformità e prestazioni dell’impianto da parte del fabbricante che, a determinate condizioni di comprovazione dello svolgimento dei test di verifica, può emettere in autonomia (autodichiarazione) la relativa DoP e apporre la marcatura sul bene.
Oppure il fabbricante può farsi certificare da un Organismo terzo indipendente, condizione solitamente preferita e pretesa dalle stazioni appaltanti e dai Progettisti quando sul mercato sono presenti prodotti certificati, poiché tale condizione consente di evitare d’incappare in eventuali responsabilità ricadenti sulla filiera responsabile dei controlli in caso di dichiarazioni false.
In Italia le certificazioni relative ai lavori pubblici sono disciplinate dal Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2003) all’ALLEGATO II.8 “Rapporti di prova, certificazioni delle qualità, mezzi di prova, registro on line dei certificati e costi del ciclo di vita.”
